Nel mondo dell’endurance si parla da sempre di test di laboratorio per valutare la condizione atletica e impostare allenamenti mirati. I due più importanti e “conosciuti” sono senza dubbio il test del VO₂max e il test del lattato.
Ma cosa misurano davvero? Sono sovrapponibili? È normale ottenere valori molto diversi? E come si rapportano ai classici test da campo?
Gli atleti spesso mi chiedono informazioni riguardo ai test e a come applicarli. Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Da un lato infatti c’è la bibliografia standard di riferimento, dall’altra dati e valutazioni spesso un poco contrastanti che ho potuto valutare e confrontare in tanti anni di lavoro sul campo.
Cos’è il test del VO₂max
Il VO₂max rappresenta la massima quantità di ossigeno che il corpo riesce a utilizzare nell’unità di tempo durante uno sforzo massimale. È un indicatore della potenza aerobica massima.
Cosa misura
- Capacità del sistema cardiovascolare (cuore, polmoni)
- Capacità dei muscoli di utilizzare ossigeno
- Efficienza complessiva del metabolismo aerobico
Il risultato viene espresso in:
- ml/kg/min (valore relativo, il più usato negli sport di endurance)
- oppure in L/min (valore assoluto)
Protocollo tipico
Il test viene eseguito:
- su tapis roulant (corsa)
- su cicloergometro (bici)
- più raramente su ergometri specifici (es. nuoto, rowing..)
Il protocollo è incrementale a esaurimento:
- carico che aumenta ogni 1–3 minuti
- analisi dei gas respiratori tramite maschera
- il test termina quando l’atleta non riesce più a proseguire
Cosa aspettarsi dai risultati
- Valori elevati indicano un grande “motore”
- Non dice come l’atleta utilizza quel motore nelle varie intensità
- Non è un indicatore diretto della prestazione in gara, soprattutto sulle lunghe distanze
Cos’è il test del lattato
Il test del lattato analizza la risposta metabolica allo sforzo, misurando la concentrazione di lattato nel sangue a diverse intensità.
Cosa misura
- Capacità di produrre, tamponare e smaltire lattato
- Soglie metaboliche (LT1, LT2, soglia aerobica/anaerobica)
- Efficienza energetica alle diverse intensità
Il lattato viene misurato tramite prelievi capillari (dito o lobo dell’orecchio).
Protocollo tipico
- Test incrementale sub-massimale o massimale
- Step di 3–5 minuti
- A ogni step: prelievo + aumento carico
- Spesso associato a frequenza cardiaca e RPE
Il risultato finale è una curva del lattato, non un singolo numero.
Cosa aspettarsi dai risultati
- Individuazione precisa delle zone di allenamento
- Ottimo indicatore della prestazione su medio-lunghe distanze
- Molto sensibile allo stato di forma e all’allenamento recente
È normale avere valori molto diversi tra VO₂max e lattato?
Sì, ed è assolutamente lecito aspettarselo, come avevo anticipato nella premessa.
Perché succede?
- Il VO₂max misura il potenziale massimo
- Il test del lattato misura come e quando quel potenziale viene utilizzato
Esempi tipici:
- Atleta con VO₂max alto ma soglie basse → grande motore, poca efficienza
- Atleta con VO₂max medio ma soglie alte → molto competitivo in gara
- Due atleti con stesso VO₂max ma curve del lattato completamente diverse
👉 Nei triathlon medio-lunghi per esempio, le soglie contano spesso più del VO₂max.
Differenze nei protocolli più usati
| Aspetto | Test VO₂max | Test lattato |
| Intensità | Massimale | Sub-max / max |
| Durata | Breve | Più lungo |
| Analisi | Gas respiratori | Sangue |
| Output | Numero singolo | Curva + soglie |
| Stress | Molto elevato | Moderato-alto |
Spesso nei laboratori evoluti i due test vengono combinati nello stesso protocollo, ma non sempre è la scelta migliore per tutti. Oserei dire quasi mai..
Test di laboratorio vs test da campo
Ora però c’è da fare il distinguo più grande. Quale è la reale differenza dei test da laboratorio con i test da campo? Sono veramente necessari i test da laboratorio per un amatore (anche se di alto livello..)? Facciamo anche qui un po’ di chiarezza.
Test da campo più comuni
- Test FTP (20’, ramp test)
- Test Conconi
- Test sui 3–5 km (corsa)
- Test sui 30–40’ (bici)
Differenze principali
Vantaggi del laboratorio
- Maggiore precisione
- Controllo delle variabili
- Dati fisiologici diretti
Vantaggi del campo
- Maggiore specificità
- Migliore trasferibilità alla gara
- Costi inferiori e ripetibilità frequente
Differenze nei valori
- Le soglie da laboratorio sono spesso più conservative
- I valori di potenza/velocità da campo possono risultare più alti
- Le zone di allenamento possono cambiare anche del 5–10%
👉 L’ideale? Usare il laboratorio per calibrare, il campo per monitorare.
Parlando di triathlon, quale test è meglio?
Sicuramente la risposta dipende dall’obiettivo che si ha.
- Principiante / amatore → test da campo ben eseguiti
- Atleta evoluto → test del lattato
- Elite o curiosità scientifica → VO₂max + lattato
- Pianificazione stagionale → lattato a inizio stagione, campo durante l’anno
Conclusione
VO₂max e test del lattato non sono in competizione, ma raccontano storie diverse dello stesso atleta.
Uno parla del motore, l’altro di come lo si usa.
Nel mondo dell’endurance e in modo particolare del triathlon, dove la prestazione è questione di equilibrio, efficienza e gestione dello sforzo, il vero valore sta nel saper interpretare i dati, non solo nel misurarli.
Se ne vuoi saperne di più siamo a tua disposizione:
Ig: @giuliano.conconi
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